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Mission

La sopravvivenza dell’ape è la nostra priorità. Mettere in atto pratiche che possano rendere la sua vita migliore e più lunga è il nostro obiettivo. Lavorare per avere prodotti sempre più qualitativamente importanti, il nostro sogno. Creare un rapporto saldo, duraturo e di fiducia con i nostri clienti il nostro dovere.

Il nostro impegno

Il Nostro impegno è quello che ogni essere umano dovrebbe avere. Rispetto per l’ambiente che ci circonda, e per chi lo abita, Noi Stessi compresi. Non possiamo pensare ad un mondo senza api. Ma abbiamo il bisogno che la coscienza delle persone ci aiuti.

Il futuro

Come vediamo il futuro? A strisce gialle e nere. Stiamo crescendo ogni anno, passo dopo passo, tenendo ben saldi i nostri principi di qualità del prodotto e benessere dell’ape. E di progetti ne abbiamo tanti. Speriamo di avere tempo!

Lo scopo

L’ape è al centro del nostro lavoro. Non possiamo pensare a non salvaguardare l’ape se vogliamo produrre miele. Partiamo dal microscopico per arrivare al macroscopico. Ed è un impegno globale. Per comunicare al meglio i prodotti Giorgio Poeta, dobbiamo avere ben saldi tre punti focali, e cioè la qualità dell’ambiente, il benessere dell’ape e il rispetto della tradizione. Una pratica apistica tradizionale ma allo stesso tempo con un'iniezione di innovazione, un ambiente salubre per tutti, un'ape rispettata e felice. Questi i tre ingredienti principali dei prodotti a marchio “Giorgio Poeta”.

I risultati

 Oltre alle collaborazioni con chef stellati (Uliassi e Bowerman, per citarne alcuni) i nostri prodotti sono all’interno del circuito "Eataly – Alti Cibi" in Italia e all’estero. L’Osteria Francescana, grazie allo Chef Bottura e al Maitre Palmieri, è uno dei primi ristoranti al Mondo, ed è un nostro cliente. Siamo presenti in Australia, Asia, Nord America e Europa tramite importatori di eccellenza. La nostra azienda è stata premiata con l’Oscar dell’Agricoltura nella categoria “Innovazione” per aver creato “Il Carato”, l’unico miele al mondo invecchiato in barrique. “La repubblica degli innovatori” (Ed. Vallardi, 2015, Alessandro Rimassa) è un volume che parla dei nuovi innovatori in Italia. Noi siamo la prima storia raccontata. Sono ospite fisso nella trasmissione “Detto Fatto” di Rai2 come esperto di apicoltura. Molte riviste e quotidiani hanno parlato di noi, e molte altre ne parleranno. Chi si ferma è perduto.

Giorgio Poeta

Sono nato nel 1984 in quello che all’epoca era uno dei poli industriali più importanti d’Italia, e cioè Fabriano. Dopo la maturità in agraria, inizio il mio solitario percorso con due arnie, ricevute in regalo da mio padre Antonio. Preso da una voglia incontrollabile di “fare”, mi iscrivo al Politecnico di Ancona, facoltà di Agraria. Continuo quello che ancora oggi è il mio percorso spirituale, e cioè allevare api, e riesco a far combaciare lavoro e studio. Ottengo sia la laurea triennale, che specialistica, con una tesi che come ben immaginate, parla del mio miele invecchiato e dei possibili sbocchi sul mercato.

Ci credo. Fermamente. E finiti gli studi mi immergo in questa avventura che se state leggendo, significa che poi tanto “sbagliata” non era.

A volte ci nascondiamo dietro al parere di terze persone. Non fatelo. Prendete per mano la vostra vita. Ho scritto la mia storia e spero di proseguire. Insieme alle api. Perchè quando parlo al plurale, parlo di me e loro.

 

400

arnie

disposte su tutto il territorio nazionale, vicino a coltivazioni di prima qualità. Anche questo fa del miele Giorgio Poeta un prodotto unico.

70.000

api

e 1 sola regina presenti in una casetta ogni stagione. Un’ape operaia vive circa 50 giorni, l’ape regina fino a 5 anni.

60.000

viaggi

di andata e ritorno dai fiori all’arnia. Ogni ape percorre 150.000 chilometri per produrre 1Kg di miele, quasi 4 volte il giro della terra.

225.000

fiori

visitati in un giorno dalle api di un singolo alveare. Ogni alveare raccoglie il nettare coprendo 3.000 ettari, oltre 4.000 campi da calcio.

Sensibilità

Le api sono tra gli insetti più fragili e sensibili all'inquinamento. Non sono infatti mai stati riscontrati fenomeni significativi d'inquinamento del miele, dato che le api muoiono prima di poterlo accumulare.